Chinotto di Savona

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    l chinotto di Savona è un agrume che viene prodotto sia lungo la costa che nell'immediato entroterra  tra Varazze e Finale Ligure (Savona). E' un alberello sempreverde, originario della  Cina importato, sembra, da un navigatore di Savona intorno al 1500. I frutti, disposti a grappoli, sono di piccole dimensioni, circa come una grossa albicocca, sferici ma appiattiti alla base. La buccia è molto sottile e si presenta di colore giallo-arancio e intensamente...
     
     
     
    profumata, mentre la polpa si presenta gialla, poco sugosa, leggermente amara e con 8-10 spicchi. Il Chinotto è ritenuto una mutazione spontanea dell'arancio amaro. La coltura più estesa, che ha fama mondiale, è quella che si fa in Liguria, nel territorio di Savona da circa tre secoli. Qui i chinotti si estendono in una zona litoranea dai 2 ai 300 m s.l.m., tra Varazze e Finale, spingendosi nelle vallate retrostanti. Dai suoi frutti non si ricava solo l’omonima bevanda, gassata e amarognola, ma serve anche per preparare canditi, marmellate e mostarde. Attualmente solo due pasticceri candiscono ancora i chinotti di Savona: questi agrumi si possono consumare infatti esclusivamente canditi o sotto sciroppo in quanto il loro gusto, da freschi, si presenta piuttosto amaro. Sul banco di vendita di molti caffè italiani si poteva trovare un vaso dotato di un cucchiaino di maiolica e pieno di piccoli agrumi verdi immersi nel Maraschino: erano chinotti di Savona, famosi e unici per qualità, aroma e ottimi come digestivo. Dai fiori, dalle scorze e dalle foglie è estratto un olio utilizzato in profumeria, i frutti messi in salamoia erano venduti in mastelli di legno: partivano dal porto di Savona verso Marsiglia destinati al settore dolciario. Di tutte le aziende che nel savonese si occupavano della trasformazione del frutto una è ancora operativa, è la Vincenzo Besio,  che dal lontano 1860 "maltratta" i chinotti fino a farli diventare raffinate opere dolciarie. Da provare è il chinotto al maraschino, cosparso di un leggero strato di zucchero. Quest’azienda utilizza chinotti intorno ai tre centimetri di diametro, perfettamente sferici e raccolti ancora verdi, le "mignonettes", come le chiamano all’estero, ricercate specialmente in Francia e Austria per la confezione dei così detti "boeri di cioccolato".  Non è finita qui. Con i frutti più grossi (chiamati "balloni") si possono preparare deliziose marmellate come quella del "Bosco di san Michele" dell’azienda agricola Rocca Alumera, e con gli estratti del frutto anche caramelle come quelle fabbricate dalla ditta Majno.Dal settembre 2004 il Chinotto di Savona è entrato a far parte dei Presidi Slow Food con l’obiettivo di recuperarne la coltivazione e di rilanciare l’arte della canditura. Ma chi ha inventato invece la bibita di chinotto ? La nascita documentata del chinotto risale al 1932  ad opera della S.Pellegrino. Nel 1949 Pietro Neri iniziò a produrre e commercializzare chinotto in una maniera assolutamente innovativa, tramite la reclame! Il chinotto Neri ebbe quindi  nell’immediato dopoguerra, e per tutti gli anni '50 e '60 una larghissima diffusione in tutta la penisola. 
     
     

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